La rivista

Incontri era il nome del bimestrale di Cultura e di Informazione fondato da Aldo Motta nel lontano 1987. Dopo sedici anni di silenzio, la rivista torna a far parlare di sé con una veste editoriale nuova, rivisitata nel contenuto e nella grafica. Siamo grati all’amico poeta e scrittore per la cessione dei diritti sulla testata.

Incontri è un nome propositivo in un’epoca di scontri e di muscolosi nazionalismi emergenti, ma la parola racchiude pure significati latenti per l’intreccio di relazioni connesse alla Sicilia, attorno alla quale, e non solo, ruota il nostro progetto editoriale. Come scrive in altra pagina Domenico Ligresti, «la Sicilia è stata nel corso dei millenni crocevia di popoli, e la sua storia è oggi sinonimo di incontri, testimoniati da un’antichissima tradizione scritta, considerati e rivisitati nel tempo sotto diverse categorie: dominazione, conquista, immigrazione, integrazione, multiculturalismo».

Una storia di apparente stabilità, quindi, che, nel suo fragile equilibrio, riflette la mutevole geografia del Mediterraneo, un mare, secondo Maurice Aymard, dai confini a geometria variabile a seconda delle dominazioni che lo hanno percorso. Una “stabilità” che offre «l’impressione di una storia immobile perché cambia molto lentamente», e che in realtà – prosegue lo storico francese – contrasta con le «rotture più o meno profonde, ma sempre decisive» che hanno determinato, anche in Sicilia, «situazioni di incertezze che ne hanno cambiato gli orizzonti geografici, politici, economici e umani».

Da queste considerazioni scaturisce il significato del sottotitolo, La Sicilia e l’altrove, poiché la sicilianità, nel travalicare i confini dell’Isola e dello stesso Mediterraneo, si è diffusa in molte regioni del pianeta, favorendo l’aggregazione di forme associate e identitarie che noi vogliamo provare a incontrare e a raccontare.

Accanto ai consueti articoli, che trattano e approfondiscono uno specifico aspetto culturale, la rivista pone non meno qualificanti sezioni tematiche. Con cadenza trimestrale, aiutano a imprimere nella mente un patrimonio di conoscenze che l’insorgenza delle nuove tecnologie comunicative tende a rendere “volatili” rispetto alla carta stampata. Ci riferiamo al sopravvento dell’immagine sulla parola e delle nuove forme di comunicazione (blog, social network…) rispetto al cartaceo. Per marcarne la peculiarità, una diversa veste grafica accompagna l’impaginazione.

Nell’ambito delle sezioni abbiamo pensato di aprire una finestra di dialogo con i lettori, cominciando dal “Collezionismo”, un appuntamento con oggetti rari o curiosi, siciliani o di collezioni private siciliane, in cui è prevista un’Appendice a disposizione di studiosi, istituzioni, enti o collezionisti, alla ricerca di manufatti antichi (dipinti, maioliche, argenti, gioielli, libri, manifesti…) da analizzare per motivi di studio o per allestimento di mostre.

In ogni caso, il lettore potrà sempre interagire con la redazione, per fornire suggerimenti oppure per segnalare artisti o luoghi ritenuti meritevoli di trattazione; o più semplicemente per esprimere un giudizio sulla rivista che, malgrado l’impegno profuso, riteniamo suscettibile di margini di miglioramento.

Elio Miccichè
Giamina Croazzo